Montalcino è una piccola città medievale che domina un colle nel cuore della Toscana meridionale, a circa 60 chilometri da Poggibonsi e un’ora di guida da Villa Talciona. Non sarebbe diversa da molti altri borghi collinari toscani se non fosse per una cosa: le sue vigne producono il Brunello di Montalcino, uno dei vini rossi più celebrati e costosi al mondo. Questo solo fatto ha trasformato Montalcino in una destinazione di pellegrinaggio per appassionati di vino da ogni parte del globo.

Ma la città ha molto da offrire anche a chi non sa distinguere un Brunello da un Chianti: la fortezza medievale, le vedute sulla Val d’Orcia, l’abbazia romanica di Sant’Antimo nelle vicinanze, e l’atmosfera tranquilla di un borgo che non ha ancora perso la sua identità.

La fortezza e il borgo medievale

Si arriva a Montalcino dall’alto, percorrendo una strada tortuosa che sale tra i vigneti. La fortezza trecentesca si trova quasi in cima al colle ed è lo spazio più suggestivo del borgo. Le mura, i torrioni e il camminamento di ronda sono ben conservati, e all’interno si trova un’enoteca dove è possibile degustare i vini locali, tra cui naturalmente il Brunello, il Rosso di Montalcino e il Moscadello.

La vista dall’alto della fortezza sulla Val d’Orcia è una di quelle che si incidono nella memoria: colline ondulate coperte di vigne e cipressi, borghi in lontananza, un paesaggio che sembra disegnato a mano. In una giornata limpida si vedono le cime del Monte Amiata a sud e i profili di Montefollonico e Pienza a est.

Il centro storico è compatto e si percorre in poche ore. La via principale, il Corso del Popolo, è costellata di enoteche, negozi di prodotti tipici e ristoranti. Non si può fare cento metri senza vedere etichette di Brunello in vetrina.

Il Brunello di Montalcino: il re dei rossi italiani

Il Brunello di Montalcino è prodotto esclusivamente con uve Sangiovese Grosso (chiamato localmente Brunello) coltivate nel territorio comunale. È una DOCG tra le più rigide d’Italia: il vino deve invecchiare almeno cinque anni prima di essere immesso sul mercato (sei per la Riserva), di cui almeno due in botti di legno di grandi dimensioni.

Il risultato è un vino di grande struttura e longevità, capace di migliorare per decenni in bottiglia. I colori vanno dal granato al rubino con sfumature aranciate nei vini più maturi. I profumi evocano frutti rossi, liquirizia, tabacco, terra umida, cuoio. Al palato è tannico, sapido, con un finale lungo che persiste per minuti.

Il Rosso di Montalcino è il “fratello minore” del Brunello: stesso territorio, stesso vitigno, ma affinamento più breve e prezzo molto più accessibile. Ottimo per avvicinarsi al territorio senza impegnarsi subito nelle bottiglie più costose.

Le migliori enoteche per degustare

Montalcino è piena di enoteche, ma la qualità varia. Le più interessanti sono quelle gestite direttamente dai produttori, dove è possibile degustare verticali (più annate dello stesso vino) e parlare con chi il vino lo produce. Le enoteche nel centro storico offrono spesso selezioni di più produttori, permettendo di confrontare stili diversi.

Il consiglio pratico è di dedicare almeno un’ora alla degustazione, senza fretta. Il Brunello non si beve velocemente: ha bisogno di essere versato in un calice ampio, lasciato aprire per qualche minuto, poi assaggiato più volte mentre evolve nel bicchiere.

Comprare bottiglie da portare a casa è uno dei piaceri di una visita a Montalcino. Le cantine vendono direttamente al pubblico, spesso a prezzi migliori rispetto alle enoteca di città.

L’Abbazia di Sant’Antimo

A circa 10 chilometri da Montalcino, nella valle del fiume Starcia, si trova l’Abbazia di Sant’Antimo: una delle chiese romaniche più belle e ben conservate della Toscana. Costruita in travertino bianco nel XII secolo, immersa in un paesaggio di olivi e cipressi, l’abbazia è abitata ancora oggi da una piccola comunità monastica.

La struttura architettonica è di una purezza quasi commovente: la navata unica, i capitelli scolpiti, l’onichite (una particolare pietra che diventa semitrasparente con la luce) con cui sono costruite alcune colonne. Nei momenti di silenzio si può ascoltare il canto gregoriano dei monaci, che riempie la chiesa di una musica antica e seria.

Combinare la visita a Montalcino con una sosta all’Abbazia di Sant’Antimo è la scelta perfetta per chi vuole cogliere sia la storia del vino sia quella dell’arte romanica toscana. Villa Talciona è la base ideale per questa e molte altre escursioni nel Senese. Prenota il tuo soggiorno e pianifica la tua giornata al Brunello.